15 settembre 2006

Perchè è un bravo ragazzo...




Abecevario compie un anno... con qualche pausa e forse non molto puntale però un anno lo ha portato a casa, come le macchine dei nostri genitori ha avuto bisogno di un rodaggio bello lungo, di rettifiche, di ascoltare il motore per poi registrarlo. D'altronde le cose per essere fatte hanno bisogno del loro giusto tempo che dipende da moltepilci fattori. Questo primo anno è un motivo di orgoglio e ci ha fatto capire molte cose.
Si questo simpatico monello sta cominciando a camminare senza sedersi per terra ogni due passi... e allora ie cantamo de core: “perchè sei un bravo ragazzo, perchè sei un bravo ragazzo, ma...”
Riprendiamo quindi il nostro ramingo percorso con:

In questo numero:
- Arredo irrispettoso di Paolo Posocco
- E’ la vita … di Marco Perici
- Deserto Mondiale di Stefano Ferello
- Bambini e bambini di Fiorenza Valentini
- Ospiti Indesiderati di Camillo Posocco
- La Disney riparte in quarta di Valeria Siviero
- Il sogno svanito di Alessandro Comin

Buona lettura

Per raggiungerci: www.abecevario.it
Per scriverci: abecevario@gmail.com

Arredo irrispettoso



di Paolo Posocco
(nella foto INTERVALLO: Castelfranco Veneto: cartelli.)
 
Una domenica mattina ho fatto un giro di Castelfranco armato di macchinetta digitale, cielo sereno, limpido, luce perfetta e poca gente in giro; una passeggiata scattando foto: alcune da turista giapponese, altre con scorci da cartolina, altre ancora semplicemente ai luoghi che mi piacciono senza motivi particolari.

Nel pomeriggio poi ho scaricato incuriosito le foto scattate, mi chiedevo quale sarebbe stato il risultato, ero riuscito a cogliere ciò che avevo visto? Avevo reso giustizia a quello scorcio? La prima cosa che ho notato è che ne devo mangiare di pellicola per fare delle foto, diciamo carine... Come ogni buon principiante qualcuna è riuscita ma per pura coincidenza o semplice serendipità! La cosa che però più mi ha colpito non stata tanto la “qualità” delle foto ma è stato il notare la quantità di cartelli stradali, insegne, bidoni della monnezza, rattoppi e quant’altro deturpano le nostre vie. Camminandoci quotidianamente immersi nei nostri pensieri, distratti da tante cose o peggio ancora ormai assuefatti a questo sottile degrado non ci rendiamo conto di tutto ciò, guardando le foto però (frammenti oggettivi di quella realtà) ho visto letteralmente emergere tutti questi odierni orpelli, non si fanno più di dieci metri senza trovare qualche segnale di divieto su palo zincato, ancorato al porfido con rattoppo di cemento, reiterato oltretutto da un cartello affisso al muro un paio di metri più avanti. La parata prosegue con i bidoni dell’umido, autentici piantoni ai portoni a volte belli in riga, coperti ed allineati. Le varie pavimentazioni stradali poi, quando va bene, rattoppate stile arlechino. Mentre scattavo già avevo cominciato a notare il cartello o qulcos’altro che mi costringevano a cambiare posizione se non a rinunciare alla foto, però davanti alla visione delle possibili “cartoline” ho avuto questa epifania di una cittadina certamente bella ma ricoperta come un velo da questo arredo irrispettoso dei luoghi, sono dei dettagli, però cominciate a osservare bene la loro capillare diffusione. Ribadisco che sono dettagli, ma la trascuratezza, la superficialità verso il contesto nel quale viviamo è un impoverimento della colletività, è smarrire l’identificazione con il luoghi dove cresciamo e che ci fanno vivere la quotidianità. E’ l’ennesimo segnale di ciò che ripetiamo nel nostro blogiornale riguardo il bisogno di un cambiamento. Inoltre non dimentichiamoci che ora siamo “città d’arte” e che vogliamo diventare meta di turismo culturale... allora penso che dovremmo cominciare a comportarci di conseguenza. Facciamo un "gioco", un tour di Castelfranco come fossimo turisti e guardiamo bene cosa vedrebbero...

E’ la vita …



di Marco Perici
(Dedicato a Ester)

Purtroppo funziona così, si nasce, si cresce, si invecchia, si muore …

A volte non si invecchia abbastanza, a volte qualcosa ci porta via presto, troppo presto … purtroppo anche questo fa parte della vita, della casualità della vita; forse proprio per questo è vera vita, se sapessimo come è programmata, se fossimo certi fin dall’inizio se dove quando e come finirà probabilmente non riusciremmo a vivere serenamente, forse non riusciremmo proprio a vivere. Non è giusto, ma è così.

“Pensa come se dovessi vivere per sempre, vivi come se dovessi morire domani” … mi è sempre piaciuta questa frase, nella sua assolutezza è estremamente equilibrata, dice di vivere bene, di goderci ogni attimo e ogni cosa ci capiti con gusto e soddisfazione.

E soprattutto godiamoci le piccole cose, quelle di tutti i giorni, quelle semplici: mangiare un piatto di patatine, vedere un bel film, comprarsi qualcosa che ci piace, così come ha detto una persona che oggi non c’è più, che ha lasciato i propri familiari e amici smarriti, ma che hanno trovato anche in queste parole un motivo per continuare e per ricordare la persona amata.

Le piccole cose, mi piace questo punto di vista: spesso, troppo spesso gli obbiettivi per la nostra felicità sono grandi, imponenti, difficili da raggiungere oppure con fatiche immani. Arriveranno di sicuro, ma nel frattempo magari ci lasciamo scappare le piccole soddisfazioni …ma se facciamo due conti (si lo so, sono troppo razionale) 10, 100, 1000 DIECIMILA piccole cose di tutti i giorni considerate per il loro valore ci faranno felici molto più di una sola grande. E quando arriva questa saremo felici il doppio!

Viviamo sereni, la vita è troppo breve per sprecarla in rimpianti di quello che vorremo avere o che non abbiamo avuto.

Deserto Mondiale



di Stefano Ferello

Po Po PoPoPo PoPo Po....Italia! Italia!
Ragazzi, ormai è mezzanotte e i festeggiamenti stanno finendo: adesso dove andiamo?
Beh, io ho visto un depliant del Giorgione Live Festival: bella musica e birra! Che dite?
Ok, andiamoci. Dov'è?
E' vicino allo stadio,all'ex-mercato coperto o ex-foro boario. Adesso siamo in piazza e possiamo andarci a piedi in 5 minuti.
Sapete che vi dico mentre camminiamo? Questa è proprio una bella iniziativa! Finalmente si muove qualcosa anche in centro a Castelfranco. E non è male sentire gratis band musicali come Skiantos, Tre Allegri Ragazzi Morti, Sir Oliver Skardy, Baustelle!
In effetti l'idea è semplice: monti un tendone, chiami un gruppo famoso ogni sera e ci metti vicino un bar fornitissimo!
Così invece di far pagare l'ingresso, fai i soldi con la vendita della birra!
Dai, ammettilo: è un operazione più commerciale che culturale!
Sì forse è vero, però non c'è nulla di male: anzi è positivo che venga utilizzata un'area da tempo dismessa e dimenticata.
A proposito, dovremmo essere quasi arrivati...
Oh ragazzi...ma qui non c'è niente!!
Ehi! Sei sicuro di aver letto bene il depliant?
Qui non c'è traccia di questo fantomatico Giorgione Live Festival: non si sente musica neanche in lontananza, niente luce, fari o lampioni, nessun movimento di auto e gente!
C'è solo questo enorme piazzale deserto e buio!!!
Mah…veramente…eppure son sicuro di aver letto giusto!
Secondo me ti sei sbagliato!!
Vabbè, ormai stasera è andata così! Accontentiamoci della vittoria dell'Italia e pensiamo alla prossima partita mondiale!
D’accordo, però domani mi informo su questo “deserto mondiale”... non può essere un bidone, è troppo strano! Deve essere successo qualcosa!
Vabbè, sappici dire: intanto, buonanotte a tutti!!
.....
Ciao ragazzi: sapete per quella storia del concerto che ieri non c'era?
Non mi ero sbagliato! Sul sito del Giorgione Live Festival ( http://www.giorgionelive.com )e c'era un comunicato molto molto significativo:
il Comune non ha rilasciato le autorizzazioni…sembra per problemi di sicurezza…comunque alla fine è saltato tutto.
Anzi l'organizzazione si scusa, anche se ci ha rimesso un mucchio di soldi e tutta la pubblicità.
Bravo, hai fatto bene a informarti.Però è un peccato sia andata così!
Sì è un vero peccato: per una volta che c'era qualcosa di nuovo in centro città!
In effetti, avendo sentito solo una campana, è difficile capire se c'è stato qualche mancanza dello staff o se invece il Comune ha messo il bastone tra le ruote!!
Eh sì! In questi casi ti viene anche da pensar male: questa manifestazione toglieva la gente dalla piazza, scopriva e utilizzava altre zone della città…Poteva essere una cosa intelligente, ma poteva anche disturbare….e non dico altro!!
Eh, sù dai!, Non viaggiare con la fantasia...questa è fantapolitica!
Sarà.....comunque più che alla politica, mi riferisco agli interessi commerciali forti che condizionano da anni la vita culturale e l'utilizzo degli spazi pubblici! Insomma, i soliti commercianti del centro!
Sai che ti dico? Queste manifestazioni e altre simili non devono trovare ostacoli nella loro realizzazione... anzi devono essere favorite o addirittura promosse da chi governa la città !!
Diciamolo: qualsiasi sia il motivo, torto o ragione, questa faccenda resta desolante...proprio come un enorme piazzale vuoto!!!

Bambini e bambini



di Fiorenza Valentini

È opinione assai diffusa che un bambino adottato sia particolarmente fortunato, mentre, al contrario, un bimbo abbandonato fin dalla nascita sia segnato anche nel suo futuro da grande sfortuna.
Certamente nascere e rimanere subito soli e, soprattutto, rifiutati, segnerà profondamente il carattere di queste povere creature, specialmente se affette da malformazioni congenite, ignobile e disumana motivazione dell’abbandono. Coloro i quali non riconoscono come proprio un figlio perché non ha i ‘requisiti’ di perfezione di questa nostra assurda civiltà occidentale, non meritano la qualificazione di persona e nemmeno quella di animale, animali che quasi sempre sono esempio di grandissimo amore e cura verso i loro cuccioli e, a volte, anche verso i cuccioli delle altre femmine del branco. E non è insolito il caso di una cagna che alleva gattini, di una scrofa che allatta cagnetti e così via.
Non parliamo qui di bambini ‘buttati’ o maltrattati o peggio, poiché trattasi di reati talmente feroci che vanno ben oltre qualsiasi cognizione e spiegazione umana.
Dall’altro lato, per un bimbo che sia stato adottato non sempre si viene a creare quella situazione familiare così densa di sfaccettature che per ciascuna famiglia rappresenta un caso unico. Potrebbero crearsi difficoltà di comprensione reciproca a causa delle differenze genetiche, oppure il bimbo (o la bimba) dimostra un carattere troppo vivace o eccessivamente chiuso e riservato, per cui risulta difficoltoso il raggiungimento di quella confidenza che è alla base dei rapporti affettivi.
Apparentemente non esiste una sostanziale differenza fra i problemi che possono sorgere (e in effetti sorgono quasi sempre) fra due genitori e un figlio proprio, e quelli che spuntano con un figlio adottivo, sempre che quest’ultimo venga accettato senza condizioni o preferenze soprattutto nel proprio intimo.
L’evoluzione positiva dei rapporti affettivi tra gli essere umani risiede nella capacità di amare e comprendere gli altri, una dote che certamente non si può apprendere a scuola né leggendo una quantità di libri. Non si tratta quindi dell’intevento di una non meglio identificata Fortuna.
Siamo sempre e comunque noi adulti che ci dobbiamo avvicinare ai figli, cercando di capire quello straordinario e complesso universo che è l’indole e il pensiero del bambino. E non pretendiamo grandi soddisfazioni o risultati straordinari per il fatto di averli messi al mondo oppure adottati, neppure loro sapevano che genitori gli sarebbero capitati

La Disney riparte in quarta



di Valeria Siviero

Ne è passato del tempo da quando la Disney presentava i suoi primi fantastici e romantici lungometraggi, le belle storie in cui spesso i protagonisti erano principi e principesse, in cui dominava sempre l’amore e il lieto fine era garantito.
Ma a ben guardare, nonostante il fondatore, papà Walt, sia scomparso ormai da tempo e le tecniche nel realizzare i film d’animazione siano nettamente cambiate, la sua lezione è rimasta nel tempo.
E’ facile farsi prendere dai sentimentalismi e rimpiangere i cartoni animati vecchio stile, prendendo magari una certa distanza dalle moderne tecnologie, tramite computer, mentre prima “si faceva tutto a mano”. Ma non bisogna essere prevenuti solo in nome di un po’ di nostalgia verso il passato.
Gli attuali realizzatori sono riusciti a portare avanti una casa di produzione adeguandosi ai tempi e mantenendo nello stesso tempo l’inconfondibile stile della Disney.
L’esempio più recente, sfornato proprio dalla Disney/Pixar , di quanto rendano bene sullo schermo queste nuove procedure è “CARS - motori ruggenti”, da vedere nella versione in digitale, che fornisce allo spettatore delle emozioni completamente nuove, un’immagine nitida e brillante e una fedeltà del suono nettamente superiore a quella della pellicola.
Nel film le automobili dominano la scena e il regista, John Lasseter, le “disegna” come esseri pensanti, con una coscienza e con tutti i pregi e i difetti degli uomini.
Ci sono le auto sportive, quelle di lusso, quelle modeste, le anziane auto d’epoca...
Molti sono i riferimenti alla vita reale, con ambizioni, gelosie, amicizia; le auto più belle e potenti spesso guardano dall’alto i vecchi e arrugginiti “lamieroni”: anche qui ci sono le stratificazioni sociali.
E, naturalmente, c’è anche il sentimento e l’immancabile finale con la morale: in un mondo in cui si continua a correre freneticamente, a volte è necessario rallentare, per accorgersi che esistono luoghi forse distanti dalla propria realtà. ma che possono arricchirci e insegnarci qualcosa.
Da non perdere e da guardare con attenzione nei più piccoli particolari, colmi di finezze realizzative.
E’ proprio il caso di dire che la Disney ha una marcia in piu’!

Ospiti Indesiderati



di Camillo Posocco

Con il trattato di Campoformio del 1797, Napoleone, con un tratto di penna, mette fine a quattordici secoli di storia e di gloria della Serenissima Repubblica di Venezia.
Dopo una breve parentesi di dominio francese, Venezia con tutti i suoi territori (compresa Castelfranco V.to) viene ceduta all’Austria che la dominò per circa cinquanta anni.
Con il congresso di Vienna, tutte le nazioni, ducati e altro, ottennero la restaurazione dei diritti di dominio che avevano precedentemente alla rivoluzione. Solo la Serenisima e la Lombardia non ottennero tali diritti, grazie alla politica mercanteggiante di Napoleone.
Quanto sopra esposto, è storia scritta sui libri di scuola e trattati. Quello che non viene scritto, sono gli arbitrii napoleonici perpetrati sul suolo italiano durante e dopo la conquista.
Quando Napoleone lanciò i suoi sgangherati, poveri e affamati militari (non soldati perchè non c’erano i soldi ne per la paga e ne foraggiarli) lanciò il proclama (è storia): “VOI SIETE NUDI E AFFAMATI .... VI CONDURRO’ NELLE PIU’ FERTILI PIANURE DEL MONDO. LI VI TROVERETE GLORIA E PREDA”
Sin dall’inizio della dominazione napoleonica l’ Italia era considerata, tanto da Napoleone quanto dal direttorio di Parigi, terra di preda e di saccheggio. Nel 1796, Parigi inviò una commissione di esperti in Italia che fecero piazza pulita di quanto di meglio era nelle chiese, nei musei, nelle pinacoteche e nelle abitazioni private di nobile e signorie, ed inoltre in tutti i vari armistizi che Napoleone firmava con gli italiani, c’era sempre una clausola che legittimava le razzie.
Tagliando i numerosi esempi negativi operati in patria dal toscano Napoleone, concludo riportando quanto scrisse Ranieri da Mosto* nel 1998 “razziando a Venezia e nell'Italia settentrionale enormi risorse economiche per almeno 120 milioni di lire di allora, somma astronomica, e equivalente con gli interessi di 200 anni, a tre volte l'attuale debito pubblico italiano, cioè sette milioni e mezzo di miliardi di lire.”

Questa un veloce resoconto dell’ospite che l’amministrazione Castellana avrebbe voluto onorare con la dedica del 10 ° palio Castellano.


*presidente della Associazione Palazzi Veneziani.

Il sogno svanito



di Alessandro Comin

Giappone Mondiali di basket 26 agosto 2006. Non è bastato il finale thriller della sfida contro il lituani, non è bastato un Belinelli scatenato al punto da fare gola a tutti i talent-scout della N.B.A., non è bastato un Mordente che si procura un’ azione da 4pt con tripla e libero aggiuntivo che ci riporta sotto quasi allo scadere, non è bastato nemmeno l’ enorme cuore del nostro ormai italianissimo pivot Mason Rocca ad impedire il frantumarsi di tutti i sogni dell’ Italbasket ai mondiali. Una delusione cocente, che ha strappato la lacrimuccia anche ai molti telespettatori che pur non essendo seguaci abituali della nostra pallacanestro, sedendosi davanti alla tv all’ ora di pranzo e vendendo i ragazzi di Recalcati dare il massimo sul parquet, ci si sono appassionati. Un brutto epilogo però per il mondiale dei nostri azzurri che, dopo un bellissimo girone di qualificazione in cui si sono inchinati solamente ai campioni del dream team U.S.A che vantano fra le loro fila dei talenti assoluti che rispondono al nome di Wade, James e Anthony, hanno dovuto alzare bandiera bianca anche contro la Lituania,  squadra che sulla carta doveva essere quanto mai alla portata della nostra squadra. Una brutta gara. Azzurri che sbagliano moltissimo da fuori e lituani che riescono a tenere le redini del gioco, seppur il loro asso Macijauskas non entri in partita che al quarto quarto. Poi la grande beffa, dallo svantaggio di -10 punti i già citati Belinelli e Mordente, con il fondamentale supporto del play Di Bella riescono in una manciata di secondi a riportarci in partita con un asfissiante pressing sugli avversari, che vale il -4. Un finale al cardiopalmo che ci vede in molti frangenti pagare a caro prezzo l’ inesperienza dei nostri giocatori, fino ad arrivare allo stupido fallo di Macijauskas su Basile a 6 decimi dalla sirena finale che fa gridare al pareggio tutti quelli che alle 6 della mattinata italiana erano già in piedi a supportare i nostri ragazzi. Già perché sul 71-68 lituano quei tre tiri liberi avrebbero potuto voler dire supplementari. Erano però pesanti, troppo pesanti. Dei macigni nelle mani del nostro buon Basile che, anche essendo fra i migliori tiratori del vecchio continente, lo costringono ad un inesorabile 0/3 e tanti saluti Italia. Il resto è storia conosciuta. Il resto è rappresentato dalle lacrime di capitan Basile dopo la sfortunata avventura in lunetta, è rappresentato dallo sguardo cupo e triste di coach Recalcati che mai come quest anno aveva visto una Italia così motivata, è rappresentato dal quanto mai incerto futuro di Belinelli che con le prestazioni super in terra nipponica ha praticamente staccato il biglietto per andare a fare compagnia al nostro giovane talento "mago" Bargnani prima scelta nella N.B.A.. Attendendo l’ esito della competizione con le fasi finali, possiamo ormai solo, guardando le atre big contendersi il titolo, tirare un bel sospiro e pensare:”Speriamo di rifarci presto!”.