15 febbraio 2007

Carnevale...




Sinceramente aprendo i giornali e sentendo radio e televisione verrebbe da sperare in una serie di scherzi carnevaleschi, ma tristemente le notizie sono vere. Ultimamente però ci viene da riflettere se per gli avvenimenti positivi venga dato ancora lo status di “notizie”... Noi come ogni mese buttiamo qua e la dei pensieri più o meno sensati nel desiderio di far pensare a qualcos’altro dal solito bombardamento di “notizie” questa volta ci proviamo con:

In questo numero:

- Kappannone di Paolo Posocco
- Lezioni di guida di Marco Perici
- M'illumino di meno di Stefano Ferello
- Appendice - Errata Corrige di Stefano Ferello

Buona lettura

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Kappannone



di Paolo Posocco
(nelle foto un kapannone e sotto l’idrovora di Caorle)
 
Muoversi per le nostre strade e vedere la campagna aperta, arrivare da fuori e osservare la città avvicinarsi, sono situazioni diventate oramai sempre più rare, infatti è più facile imbattersi in una zona industriale, in una serie di capannoni dove spesso il filo conduttore è lo scatolone anonimo.
Il capannone appunto, l’autentico simbolo del nord est, esempio di forza e debolezza di un sistema economico, di una mentalità ma anche il segno di una mancata crescita, di un vuoto. Alcuni capannoni sembrano gridare l’inno che per anni ha guidato lo sviluppo del veneto e della nostra provincia: “bisignalavorareciò!” che spesso però è diventato solamante quello, prevalicando ogni cosa compreso il nostro territorio. Un panorama o una vista gradevole non danno “schei” non fanno comprare la vettura prestigiosa da guidare da casa al capannone (quando non sono un tutt’uno) e poi “dovendolavorareciò” non c’è il tempo per guardarsi attorno!
Il capannone esempio del modo sbagliato di pensare il lavoro è quello fatto al risparmio, non dando nessuna importanza al lato estetico, ma non per mancanza di danaro, bensì considerando uno spreco rendere gradevole un luogo di lavoro, non considerando la piacevolezza come un valore aggiunto, non comprendendo l’importanza del confort psicologico. Questo appunto è l’approccio di un modo di pensare al lavoro che non riesce ad andare oltre al semplice soldo.
Eppure... eppure il Lavoro non è solo fonte di guadagno ma l’ossatura portante di un sistema sociale, “L’ Italia è una repubblica fondata sul lavoro” art. 1 della nostra costituzione e nello stemma della nostra repubblica c’è una ruota dentata come sfondo, penso che siano segnali precisi della preminente importanza del lavoro nella socetà, anzi della simbiosi che esiste tra di loro! Il vuoto del quale ho accennato in precedenza è proprio l’aver smarrito questo principio democratico, del essere parte di un paese, di uno stato. Anche una cosa così piccola e così puntuale come la costruzione di un luogo di lavoro ha in realtà una sua valenza collettiva e pensarlo anche esteticamente non è un puro esercizio di stile. Il problema quindi non è il capannone in se, necessario anzi indispensabile per la tipologia della piccola industria e  dell’impresa artaginale che sono la nostra forza economica, il problema verte su come lo si è lasciato inserire nel nostro tessuto urbano e nel contesto paesagistico, di come lo abbiamo concepito.
In alcune zone come i dintorni di Tiene, ho potuto incontrare zone industrali meno opprimenti, con una distribuzione meno impattante e con una qualità e gradevolezza del manufatto in “oggetto” che davano un’altra dimensine alla zona, percependola maggiormente inserita nel territorio. Oltretutto esiste una importante tradizione di archeologia industriale nelle nostre terre, elaborati edifici in mattoni faccia vista o con pareti stuccate; fonderie, maglifici, mulini che ora sono diventantati musei, locali, uffici, loft, oppure ospitano nuovamente attività produttive. Queste realtà  sono la dimostrazione tangibile e soprattutto vicina della possibilità di poter pensare diversamente il luogo di lavoro, “el capanon” nel nostro caso. Per questa volta basterebbe quindi guardarsi un pò attorno distraendosi però dal “bisognalavorareciò”!

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Lezioni di guida



di Marco Perici

Un amico che lavora presso una concessionaria mi invita a fare un giro con l'ultimo modello; partiamo e al primo incrocio le auto davanti a noi rallentano, frenano, e lui non fa niente ... lo spazio tra noi e l'auto che ci precede si riduce rapidamente ma un istante dopo si sente un cicalino insistente e l'auto prima rallenta e poi frena.
Si, proprio “l'auto” ha frenato, da sola ...mi sembrava di essere nella prima puntata di Supercar (un telefilm degli anni ottanta ndr) quando in una situazione simile Kitt (l'auto parlante e dotata di intelligenza artificiale) prendeva il controllo della guida superando di slancio il camion puntato appositamente da Michael Knight per “metterla alla prova”.
Certo, nella realtà l'auto non ha “cercato di fare colpo su di noi” come nel telefilm veniva giustificato il fatto che piuttosto di frenare Kitt si era lanciata in un sorpasso anche un po' azzardato, ma è stato comunque impressionante.
Questa è la tecnologia che mi piace, che ci è d'aiuto: nel traffico di oggi gli automatismi sono una vera manna, ci aiutano a cambiare marcia, a mantenere la velocità, a controllare una frenata di emergenza. E sono comodità ma se sfruttate bene possono portare a risparmiare economicamente ed ecologicamente.
Ad esempio i sensori e il computer che fanno frenare automaticamente possono essere utilizzati per mantenere la distanza da quella che ci precede in colonna, amplificando la funzionalità del cruise control che impostata una velocità la manterrà costante salvo rallentare o accelerare, dolcemente, in base al traffico circostante, con un andamento fluido e regolare senza i tipici sprechi di una guida “umana” piena di inutili accelerazioni e altrettante inutili frenate decise.
E soprattutto facendoci mantenere una distanza di sicurezza adeguata, visto che molti, troppi, viaggiano letteralmente “negli scarichi” di chi li precede, una delle abitudini più fastidiose (per chi sta davanti) ma soprattutto rischiose di molti guidatori.
Se state per cambiare auto rinunciate a qualche cavallo, alla vernice metallizzata o ai vetri elettrici posteriori e prendete il cambio automatico, il cruise control, il sistema di controllo della stabilità ...e imparate a guidare con rilassatezza, tranquillamente, lasciando magari passare qualcuno anche se avete diritto di precedenza.
Cerchiamo di usare meno l'auto ma se proprio non ci riusciamo almeno cerchiamo di usarla meglio, risparmieremo in carburante e anche in stress.

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M'illumino di meno






di Stefano Ferello

Certe notti, d’inverno, il cielo è veramente limpido. E t’accorgi che ci sono ancora le stelle.
E ti vien voglia di alzare il naso all’insù.
Sollevo lo sguardo verso il blu e riesco a malapena a individuare le stelle più luminose.
Le luci troppo forti della città disturbano la visione del tenue brillare degli astri.
Mi domando se è proprio necessaria tanta luce artificiale.
Spesso mi trovo a percorrere strade illuminate quasi a giorno.
Avete mai notato, per esempio, quanti kilowatt vengono utilizzati nei circa 4 Km che uniscono la frazione di Salvatronda al capoluogo Castelfranco?
Ogni volta che sono su quella strada, provo un senso di rabbia.
E’ una striscia d’asfalto molto ben illuminata. Niente da dire.
E a fianco si sviluppa una comoda e utilissima pista ciclabile.
Anche questa molto ben illuminata. Niente da dire.
Singolarmente due belle opere d’urbanizzazione.
Peccato che la somma dei lampioni dell’una e dell’altra, comporta un fascio di luce da Las Vegas sempre in funzione giorno e notte!
E’ un spreco energetico assolutamente ingiustificato.
Il colmo è che quando dalla frazione ci si avvicina al centro…..beh, non ci crederete: il “fascio luminoso” si riduce drasticamente e si viaggia nella semioscurità!
Ho citato questa strada perché ha innescato in me una particolare antipatia per la “esagerazione luminosa”.
E così, guardandomi attorno, colgo molte altre situazioni di evidente spreco energetico.
A molti di voi sembrerà normale, ma è solo perchè ci siamo abituati.
Ormai abbiamo una visione distorta.
Vi siete mai chiesti quanto si potrebbe risparmiare spegnendo una parte dei lampioni anche semplicemente per poche ore?
Perché nelle ore “più notturne” non si spengono un po’ di “luci della città”?
E non mi limito all’illuminazione stradale.
Le città sono abbagliate: negozi e palazzi, bar ristoranti e monumenti sono spesso sfavillanti di luci che “non dormono mai”.
Parigi è famosa per essere la “ville lumiere”: vogliamo gareggiare con la proverbiale “grandeur” francese?
A chi giova una torre civica illuminatissima alle 4 del mattino?
Che senso ha un negozio di moda-bimbi illuminato a giorno anche alle 2 di notte del lunedì?!?
Possibile che nessun pensi a queste cose?
E infatti…..qualcuno c’ha pensato!
Ascoltando la radio, mi sono imbattuto in “Caterpillar” (Rai - Radio 2 dalle 18 alle 19,30)
E’ una trasmissione divertente e intelligente: tra una battuta e l’altra, in modo leggero fornisce qualche spunto stimolante per le mente e alcune idee per impegnarsi un pochino, ma senza far fatica.
La sua campagna a favore della 3 giornata del risparmio energetico (16 febbraio) è molto ironica e divertente.
Io mi sono limitato a parlare di luci ed energia elettrica, ma è ovvio che il discorso si può allargare al riscaldamento, alla benzina, ecc.ecc..
Però rischierei di stancarvi, vi sembrerebbero i soliti discorsi belli, giusti, coscienziosi…..ma estremamente pesanti!!! Insomma, cose sentite e risentite mille volte…e che non si fanno mai!
E allora perché non la prendiamo sul ridere?
Date un’occhiata al sito anche nella sezione “chi ha aderito”
Non immaginate neppure quante iniziative i Comuni, le associazioni e la gente normale si sono inventati!
Venerdì 16 molti Comuni spegneranno le luci delle piazze (…ovviamente Castelfranco non è tra questi!). E a Torino “spengono” addirittura la Mole.
Pensate che dal Gazzettino del 13/2 ho appreso che anche un parroco delle nostre zone (Casella d’Asolo) ha annunciato che celebrerà la messa al solo lume di candela!
Ma ci sono anche le squadre di calcio che faranno la doccia fredda per risparmiare!
Oppure chi semplicemente spegnerà i computer dell’ufficio durante la pausa pranzo.
E se a San Valentino non avete fatto la cenetta al lume di candela…perché non la fate venerdì 16 febbraio!?!

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Appendice - Errata Corrige



Articolo apparso sul GAZZETTINO DEL 16/2
RISPARMIO ENERGETICO, STASERA SI SPENGONO LE LUCI SULLE MURA
Castelfranco
(M.C.) “Anche Castelfranco aderisce alle iniziative legate alla "Giornata del risparmio energetico", che cade oggi, 16 febbraio, l'anniversario della sottoscrizione del Protocollo di Kyoto . Quindi, stasera alle 22, come suggerito dalla campagna "M'illumino di meno", promossa dalla trasmissione "Caterpillar" di Radio2 e volta a promuovere buone prassi di risparmio energetico, verranno spente tutte le luci che illuminano le mura cittadine.“


Quando l’ho letto ho pensato:
“ Caspita! Devo correggere il mio articolo su Abecevario!
Infatti ho scritto che il Comune di Castelfranco non partecipa a “M’illumino di meno” e invece ha aderito, anche se magari all’ultimo momento.
Spegnerà le luci della cinta muraria.
Ovviamente è una delle solite iniziative sporadiche e nessun lampione della pista ciclabile Salvatronda Castelfranco sarà spento nè oggi né in futuro.
Comunque sia, “spegnere” le mura è un segnale. E me ne rallegro.”

Insomma, anche se un po’ perplesso e critico ero contento perché anche la “città murata” si sarebbe “illuminata di meno” per una sera.
Inoltre sui giornali di quel giorno (16/2) “fioccavano” le notizie di molti altri comuni che spengnevano la pubblica illuminazione e attivavano iniziative varie.
Diciamolo: ero proprio contento che l’iniziativa avesse preso piede e si fosse diffusa anche nelle nostre zone.

Sotto sotto, però, c’era un pensierino che mi rendeva un po’ meno sereno e felice.
In questi anni, il nostro Comune non ha certamente brillato per attenzione ai temi energetici e ambientali. Non esiste un impegno VERO in tal senso.
Quindi rimaneva in me il piccolo sospetto che per quanto riguarda Castelfranco fosse solo l’ennesima “pagliacciata” e sostanzialmente la “solita” presa in giro.
In pratica temevo che il Comune avrebbe fatto un’azione di facciata per poter dire che anche loro (i nostri governanti) non sono insensibili ai questi temi e anzi aderiscono con convinzione.
Ma in realtà lo fanno solo per salvare l’immagine, per non essere accusati di fregarsene e di non fare mai niente di concreto.
Un po’ come combattere l’inquinamento con la sospensione del traffico per una domenica all’anno! Ridicolo!!
Sì ,certo: va da sé che l’iniziativa “M’illumino di meno” era per sua stessa natura dimostrativa.
Eppure, nonostante si trattasse solo di fare un operazione di facciata, cioè per fare bella figura, ero quasi convinto che il Comune di Castelfranco sarebbe riuscito a fare una figuraccia.

E infatti….

La notte di venerdì 16 febbraio, sono passato in centro verso l’una di notte.
Tranquilli, non sono così ossessionato e fanatico da esserci andato apposta!
Semplicemente abito a 100 metri dalle mura e a quell’ora ero di ritorno dai miei divertimenti serali-notturni.
Guardo la torre e le mura: ERANO ILLUMINATE A PIENO REGIME COME AL SOLITO!!
Facile concludere che nonostante l’articolo sul giornale recitasse “ Risparmio energetico, stasera si spengono le luci sulle mura”, la realtà fosse ben diversa.
E questo poteva già bastare per giudicare la figuraccia del Comune.
Però io non sono uno che si accontenta e prende subito le conclusioni più facili e ovvie.
Quindi, per scrupolo di obiettività, ho fatto un giro completo delle mura per vedere se, per caso, fosse stata spenta qualche luce.
Ebbene sì: la torre del lato ovest, (quella verso il palazzetto) era spenta.
In conclusione, era stata spenta una torre sola, e guarda caso quella più nascosta e lontana dal centro.
Una presa in giro, il solito “papocchio”, le solite decisioni fasulle, i soliti poveri piatti né carne né pesce.
E per favore, nessuno mi dica che comunque c’è stato un risparmio!
L’unica cosa importante era il titolo sul giornale!!

A questo punto, è meglio riderci sopra con ironia, come fanno a Caterpillar.
Quindi penso: “Che stupido! Quasi quasi ci avevo creduto! E mi ero pure fatto scrupolo per scrivere un’ERRATA CORRIGE al mio articolo!”

E allora penso alle cose positive, cioè alla gente che invece ci ha creduto e ha fatto qualcosa.

E Voi, lettori di Abecevario, cosa avete fatto per “illuminarvi di meno”?
Che iniziativa Vi siete inventati?
Computer spenti? TV spenta? Cena a luce di candela?
Io sono andato in un locale a “illuminazione naturale” (cioè ….candele!)
Forza, non vergognatevi di essere stati “intelligenti”:
Cliccate su Comments e DIGITATE BREVEMENTE LA VOSTRA ESPERIENZA O IL VOSTRO COMMENTO!
(si può fare anche in forma anonima)!

Questo non sarà come il sito di Caterpillar, ma un piccolo “forum” in cui fioccano i vostri interventi mi farebbe proprio piacere.

Stefano

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