15 dicembre 2007

Nonsolobabbonatale!



(a lato la “Natività” del Ghirlandaio 1490)

Le feste sono oramai imminenti ed i babbo natale si moltiplicano, compresi quelli tristemente appesi ai balconi. Noi, con una punta di polemica, vogliamo ricordare che è comunque la Natività, magari farà vendere di meno ma lo spirito e tutto il resto sarebbero nati da quel Fantoin.
Onore al Ghirlandaio che ci aiuta a ricordarlo, ed i più sentiti auguri a voi fedeli lettori dalla nostra redazione: Paolo, Marco, Stefano e da Fiorenza la nostra collaboratrice e consulente.
Nello spirito di questi prossimi giorni abbiamo ospite un giovanissimo articolista: Giovanni Sandrin, di otto anni, che duetta con il suo nonno Camillo nel ring del Natale!

- OK, il prezzo è giusto! di Paolo Posocco
- Buona pace nel mondo di Marco Perici
- Qualcosa che non c'è di Stefano Ferello
- Natale 1937 vs Natale 2007 di Giovanni&Camillo
- Alla memoria di Fiorenza Valentini
- Aspettando Natale di Susi Zorzi
- Un saluto speciale di ...


Buona lettura

Per raggiungerci: www.abecevario.it
Per scriverci: abecevario@gmail.com


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OK, il prezzo è giusto!



di Paolo Posocco


La sicurezza nella produzione di un bene è un costo, come lo sono i materiali, la manodopera, il trasporto e molto altro ancora e tutti assieme incidono in quello che poi è il prezzo finale. Un bene prodotto dando un giusto compenso a chi lo pensa e lo realizza, nella sicurezza di chi lo produce e di chi lo utilizzerà, nel maggior rispetto per l’ambiente; sarà un bene che dovrà avere un prezzo al di sotto del quale si può andare solo trascurando i fattori sopra elencati.
I prezzi dovrebbero essere tenuti bassi da una sana concorrenza, solo che il mondo non è un paradiso e per il dio danaro si fa di tutto. Allora per essere concorrenziali e guadagnare di più talvolta si trascura la sicurezza, si sfruttano le persone, si danneggiano i beni comuni. Tutti noi biasimiamo chi si comporta in tal modo! Solo che poi quando mettiamo mano al portafoglio vogliamo spendere il meno possibile e spesso compriamo premiando chi con disonestà produce un bene così, diciamo, concorrenziale!
Gli imprenditori, gli amministratori delegati, ecc. non sono dei satiri che in ogni modo cercano di uccidere, devastare, sfruttare. Vogliono guadagnare e in una concorrenza spesso disonesta stanno al limite e oltre: lavoro nero, caporalato, precariato, poca sicurezza, inquinamento. In cambio però spesso ricevono il premio da noi che “ignari?” compriamo i loro prodotti. Chi dovrebbe controllare è lo Stato, ma siamo in Italia e quindi il tutto si risolve in una buffonata (vedi “mister prezzi” che già dal nome fa ridere). Chi stabilisce se un bene sarà comprato alla fine siamo noi consumatori! La pubblicità, la ricerca, tutto è fatto per catturare il nostro consenso! Sta anche a noi cercare di dare un indirizzo ai produttori, siamo direttamente collegati in questo gioco, fare i furbi non porta altro che un maggior danno nel lungo termine! Davanti ad un prezzo basso che consideriamo “conveniente” dovremmo anche pensare come mai è così basso.
La sicurezza, il non inquinare sono fattori non diretti del prodotto che abbiamo di fronte, l’aver rispettato questi parametri di vita non darà nulla di più al prodotto in sé, anzi lo faranno appunto costare di più... (L’acciaio prodotto in sicurezza non è migliore di quello prodotto fregandosene, ma il prezzo di quest'ultimo è più basso, e noi lo compreremmo!) Il vantaggio per noi è indiretto ed è consequenziale, cioè: meno inquinamento, salari più giusti e gente che non muore o si rovina per lavorare. E’ una responsabilità civile, dobbiamo imparare ad essere consumatori e compratori consapevoli! La legge prevede come reato di incauto acquisto “l’acquisto di cose di sospetta provenienza” (art. 712 Codice Penale) e volendo vedere la faccenda da un punto di vista molto alternativo ci rende responsabili e controllori di ciò che ci viene venduto anche nei negozi.
Per fare un Natale anche commerciale che però sia onesto, al momento dell’acquisto del regalo fate un pensiero se il prezzo è veramente “giusto” e farete anche un regalo a tutti noi, ma proprio tutti tutti!
Ora però sotterro l’ascia della polemica per augurarvi sinceramente un sereno Natale con le persone a voi care.


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Buona pace nel mondo



di Marco Perici

ragazzo ROM

Prendo tre notizie di questo periodo: il ritorno della voglia di nucleare in Italia (e non solo), una petizione per fermare la barbara procedura per scuoiare animali da pelliccia mentre sono ancora vivi (raccapricciante il video che cito per dovere di cronaca ma non ne consiglio la visione a nessuno), il tentativo di sfruttare la "notorietà" di un ragazzo ROM, in carcere per aver investitoe ucciso 4 ragazzi, mentre guidava ubriaco, per lanciare una linea di abbigliamento.
Non c'è correlazione diretta fra queste notizie, ma a me hanno suscitato una riflessione che si può riassumere con il detto "quando qualcuno indica la luna lo stolto guarda il dito". Infatti le discussioni troppo spesso si concentrano sulle parti eclatanti tralasciando quelle che ingiustamente vengono considerate secondarie.
Nei tre casi che ho citato, c'è chi si spreca a sciorinare motivi su motivi per cui le centrali nucleari attuali sono sicurissime, dimenticando che non sappiamo come smaltire le scorie (radioattive nel migliore dei casi, per secoli), o a trovare metodi per proibire il maltrattamento degli animali, dimenticando che se vengono uccisi (spesso in paesi poverissimi) è perché c'è qualcuno (in paesi ricchi/issimi) che vuole le loro pellicce per motivi puramente estetici, visto ormai la quantità di prodotti tecnologici artificiali che superano di gran lunga le caratteristiche termoisolanti delle pellicce naturali. E, per quanto riguarda il ragazzo ROM, non ho sentito che poche pochissime critiche verso la persona ITALIANA che voleva sfruttare commercialmente la cosa.
Lo so che è una cosa naturale farsi prendere dagli aspetti più eclatanti, ma dobbiamo sforzarci di imparare a non soffermarci solo su questi elementi, e capire che solo considerando altri punti di vista si potrà far crescere una cultura "del bello", racchiudendo in questo concetto parole come "umanità", "legalità", "giustizia" etc. .
La cultura soprattutto, dovrebbe essere sempre in primo piano e invece man mano che il benessere ci riempe di comodità l'interesse per qualunque cosa in odore di "vecchiume" scema inesorabilmente. Da fan di Star Trek quale sono mi piace notare e far notare che il futuro (spero non utopistico) rappresentato in questa ormai quarantennale saga è bello, senza malattie, senza povertà e miseria ma ricco di cultura, dove anche un capitano al comando di una astronave con mille persone a bordo trova il tempo di leggere Shakespeare o un androide privo di emozioni cerca di diventare più umano interpretando Sherlock Holmes.
Cultura, ma anche comunicazione, tolleranza e soprattutto visualizzazione dei veri problemi evitando di sparare sempre nel mucchio, ecco questo vorrei sotto l'albero ... OMMIODIO mi sento tanto Miss Italia! :-)
Vabbè, buona pace nel mondo a tutti ... emh, buon Natale e felice anno nuovo!

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Qualcosa che non c'è

(canzone di Elisa)






di Stefano Ferello


I miei cinque lettori (citazione manzoniana) resteranno delusi?
Il mio pezzo non c'è.
Non ho scuse, non ci sono motivi. Sono venuto meno ad un impegno.
La mia mente è rimasta altrove e non ho trovato la necessaria serenità per esprimere la mia opinione.
Devo precisare che i motivi sono esterni ad Abecevario, ma in qualche modo sono gli stessi temi emersi nei commenti a "Orgoglio troppo bamboccione" pubblicato nel numero precedente.
Invito chi se li fosse persi, a leggerli ed eventualmente a dire la sua.
Dal punto di vista "giornalistico" ringrazio tutti perchè si è sviluppato un dibattito e complessivamente siamo arrivati a dieci commenti: un record per il nostro blog!
Dal punto di vista personale invece ho trovato motivi di riflessione ma anche di perplessità e di sfiducia.
Qulacuno ha sostenuto che scrivo troppo e che potrei dire le stesse cose con meno parole. Forse ha ragione e questa volta sarà soddisfatto della brevità. Spero non sia soddisfatto dell'assenza.
Ciò che invece mi ha deluso è il mancato contatto personale a fronte di attacchi personali.
Chi si è nascosto dietro all'anonimato ha semplicemente tirato il sasso e nascosto la mano.
Non è questo il mio spirito. Non è lo spirito con cui scrivo.
Io credo di essere una persona mentalmente attiva.
Dico la mia, vado avanti, faccio, costruisco, parlo, scrivo perchè sono disposto a credere in "Qualcosa che non c'è".
Faccio un po' fatica, ma sono disposto anche a confrontarmi e perchè no, a cambiare per migliorarmi.
Purtroppo in questi giorni non sono stato sostenuto da questa forza interiore e questo è il risultato.
La mia assenza è un regalo di Natale per chi ha smesso di credere nelle persone e non si fida più.
Natale invece, dovrebbe essere il tempo in cui succede esattamente il contrario.
Basta così.
Se ho ancora trovato il modo per scrivere perchè non scrivo....beh vuol dire che nei prossimi giorni spero di poter fare il mio pezzo.
E comunque ho scritto un bel po' di parole.... giusto per non deludere le aspettative e le critiche! :-))))
In ogni caso, è il pezzo più corto che abbia mai pubblicato.
Che stia cambiando qualcosa? Nevicherà?
La stagione è propizia....

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Natale 1937 vs Natale 2007



di Giovanni Sandrin '07

“NATALE”

Per me il Natale è la festa più bella del mondo.
Mi piace! Mi piace! Mi piace!

Con la mia mamma e il mio papà prepariamo l’albero di Natale, che è di colore verde scuro, le palline rosse e dorate, con le luci colorate che si accendono e si spengono e c’è anche la musichetta! Preparo anche il presepe! Nel mio presepe le pecorelle cadono sempre, ci sono 6 Re Magi e due Gesù Bambini, ma a me piace così. Addobbiamo anche la mia cameretta con un piccolo alberello, e i pendagli sono più grandi dell’albero.
La città è bella, perché è piena di luci e di Babbo Natale che se ne vanno in giro dicendo “Oh, oh, oh! Merry Christmas”.

Tutti sono un po’ strani, la gente si ferma per strada per farsi gli auguri, i negozi sono affollatissimi. A volte c’è la neve che copre la città e mi piace lanciare le palle di neve! Il giorno di Natale, quando vado dal nonno Camillo e la nonna Bruna, trovo sempre tanti regali. Dopo viene anche la nonna Didi e mi porta i regali che sono arrivati da lei. Ci troviamo tutti insieme per il pranzo, e mi piace molto perché c’è la “carnetta” che mi prepara apposta la nonna e tanta gente che chiacchera a voce alta.

Ma la cosa che mi piace di più è la notte di Natale, prima che arrivi Babbo Natale. E’ la notte più lunga dell’anno, perché Babbo Natale per consegnare in tempo tutti i regali deve rallentare il tempo; io devo andare a letto presto perché se no non mi porta i regali e faccio una fatica tremenda ad addormentarmi perché sono emozionato e ascolto tutte le voci che ci sono. Una volta Babbo Natale mi ha telefonato, non credevo alle mie orecchie ! la sua voce era molto grossa e continuava a ripetere “OHOHOH!” La mamma dice che dall’emozione di avere parlato con lui saltavo per casa come un grillo e non riusciva più a mettermi a letto. Beh devo dire che il Natale è proprio bello!


“Sabato del Natale”

di Camillo Posocco '37


Freddo. Neve che fa da contorno alle numerose case del paese. Ragazzi, con slittini fatti dai nonni che nonostante l’avanzata età riescono a costruirli, magari sghimbesci, ma che “volano” sulla neve, per la gioia di chi li cavalcava; altri scivolavano sulla neve ghiacciata su zoccoli di legno con suole rinforzate da lamiere, per evitare un troppo prestivo consumo e non spendere quanto del poco danaro la famiglia possedeva.

Grida giulive da vari settori del paese che, nell’unirsi in un solo coro, sembravano a chi li udiva un alleluia all’evento che intuivano esistere nell’affaccendarsi delle nonne e delle mamme, ed in particolare dal profumo delle focacce che dai larini* delle case agricole, si propagavano per le vie del paese. Anche il pranzo era impegno domestico, si cucinavano polli con il cui saporito brodo si preparavano le minestre e per il lesso tazzine di cren che faceva imperlare di sudore la fronte di chi ne mangiava. La tradizione veniva rispettata nei minimi particolari anche per non sfigurare con i vicini... I vari sughetti (toci) per le diverse pietanze, venivano scambiati con i vicini ed assaporati con la polenta calda.

Le cucine erano un dilagante senso d’allegria pari, se pur diversamente, a quello dei ragazzi che si dilettavano sulla neve.

Poi il silenzio su tutto il paese, le finestre si oscuravano per il giusto sonno ed i fuochi dei larini si spegnevano lasciando un alone di tepore che ci accoglieva al risveglio mattutino per recarsi alla Santa Messa del Natale.

Ecco il sabato del Santo Natale.


* i caminetti

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Aspettando Natale



di Susi Zorzi

Certamente questo non è uno dei periodi migliori.
Natale è alle porte, ma purtroppo questo periodo prenatalizio porta con sé molte inquietudini, preoccupazioni, un malessere generale insomma.
Stiamo vivendo un momento di instabilità generale e il nostro Paese è in disequilibrio.
I segnali arrivano da tutte le parti: proteste, scioperi, agitazioni…
Il nostro Paese è cambiato repentinamente negli ultimi anni.
Il lavoro è sempre meno e precario e quando c’è, e magari anche fisso, c’è il rischio di incidenti, di morte ecc. (punto . )
I contratti dei lavoratori rimangono lì fermi per anni, e allora sciopero per rinnovarli, per avere poche decine di euro in più.
L’immigrazione clandestina è sempre più in aumento e con essa la criminalità. Ecco allora che iniziano singole iniziative, per sopravvivere alla fine di tutto.
E questo è solo un piccolo “quadretto” della situazione.
Il dunque è: servono soluzioni immediate!
Basta con le belle parole, i soliti discorsi buonisti che non aggiungono mai niente di nuovo, sono noiosi e poi tutto rimane invariato.
Io mi rivolgo al nostro Governo e chiedo a tutti loro di darsi da fare, ma, soprattutto di rendersi conto che c’è del malcontento, che qualcosa non va. Dopo di questo servono soluzioni reali, concrete, applicabili velocemente. Il sindaco Bitonci di Cittadella serva da esempio a tutti! Diamo più potere ai singoli comuni che sono più vicini alla gente e meglio possono interpretarne le esigenze.
I soldi per il rinnovo dei contratti non ci sono, ma lo sperpero di denaro di certi comuni, regioni e province è senza pari. Non parlo tanto dei nostri parlamentari, è una minima parte, parlo dell’iceberg che c’è sotto e che fa grandi numeri. E’ chiaro che nessuno vuole rinunciare ai privilegi acquisiti, ma tanti privilegi vanno veramente oltre ogni grazia di Dio.
Lo sciopero dei camionisti di questi giorni mi fa molto pensare. Programmare uno sciopero di cinque giorni non è cosa da italiani! Questo è un sintomo, da non sottovalutare. Sta nascendo una nuova coscienza e forse si sente da vicino una discesa lenta, si percepisce un lieve scivolamento sempre più verso il basso.
E’ evidente che poi si arriva al classico "estremi mali, estremi rimedi!".
Termino questo post con un pensiero rivolto alle famiglie delle vittime dell’Acciaieria Thyssen Krupp.

riferimenti

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Alla memoria



di Fiorenza Valentini

Incendio alla ThyssenKrupp di Torino

Le vittime. Il primo a perdere la vita è stato Antonio Schiavone, 36 anni, che abitava a Envie (Cuneo) con moglie e tre figli piccoli, il più vicino alla linea 5 dell'impianto di trattamento termico dove si è sviluppato l'incendio.
Stamattina, poco prima delle sette, è morto Roberto Scola, 33 anni, che era stato ricoverato all'ospedale Molinette, mentre nel pomeriggio, al San Giovanni Bosco, Angelo Laurino, 43 anni, è stato stroncato da un'insufficienza multiorgano. Entrambi avevano ustioni di terzo grado sul 95% del corpo.
E questa sera al Cto di Torino, è morto anche Bruno Santino, 26 anni. L'operaio era stato trasferito in giornata dall'ospedale Maria Vittoria al centro grandi ustionati del Cto.
(“la Repubblica”, domenica 09.12.2007)

Dedicato alla memoria di questi poveri operai, con un pensiero dolente e affettuoso alle loro famiglie e amici.
Un altro pensiero (e una preghiera, per chi ci crede) va agli altri operai gravemente ustionati e in costante pericolo di vita, e alle loro famiglie.
Tanto dolore, tanta rabbia per i dubbi sulle norme di sicurezza, là e altrove.
Natale e le Feste, già! Non ci sono solo pranzi e cene, e regali, e viaggi all’estero sulle calde spiagge oceaniche. Ci sono anche persone che hanno perduto qualcuno, non solo per incidenti sul lavoro, e non hanno nessuna voglia di festeggiare un cavolo di un bel niente!

Un altro, tanti pensieri vanno a tutti gli operai (troppi) morti sul lavoro, molto spesso a causa dell’inadeguatezza o colpevole carenza dei sistemi di sicurezza. Anche se in qualche occasione il fatto si fosse verificato per mancanza di attenzione da parte loro, non cambia la drammaticità di queste morti assurde.
Assurdo, totalmente inaccettabile morire sul e per il lavoro.
Quante volte dovremo ripetere di intervenire concretamente con leggi – che vengano immediatamente applicate – che regolino severamente la sicurezza sul lavoro?, e partecipare a manifestazioni di piazza, e scrivere ai giornali, e presentare proposte in Parlamento tramite i nostri deputati che dovrebbero rappresentare prima di tutto il popolo?
Dedicato alla memoria di un lavoro sicuro e a tempo indeterminato.
Di un barlume di giustizia e buon senso che avvicini lo Stato alla popolazione.
Gridato a quelli che vivono nel loro limbo artificiale (lavoro sicuro, stipendio, famiglia apparentemente felice e perfetta, vacanze) e si cullano nella loro indifferenza verso le sofferenze dell’Uomo, che a far finta di non sapere e non ascoltare si vive meglio.
Alla memoria della solidarietà, della carità, degli insegnamenti di Gesù-Uomo e degli altri Grandi Uomini che hanno detto e scritto parole di insegnamento di vita, che sembrano sprofondate nella sabbia.

Epilogo. Incendio Thyssenkrupp. Domenica 16 dicembre è spirato all'Ospedale Molinette di Torino Rocco Marzo, 54 anni, il capoturno che insieme ai colleghi della Linea 5 era stato investito dall'olio bollente.
La sua agonia è durata 11 giorni. Amen.

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Un saluto speciale



(a lato "il trio lesgatto" di Fiore di Cactus)














Natale è anche tempo di regali e di giochi.
Ecco in regalo per voi un giochino con cui trastullarvi in queste feste
Commentate queste tre facce ... ma piano con le parolacce.
Questa volta ci sono anche i bambini e poi ricordiamoci che è Natale!

IL NOSTRO REGALO








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