15 giugno 2008

Belli freschi!









Ecco a voi bello fresco un webmagazine per combattere l’arsura, una stilla di freschezza doc, altro che i buoni consigli della TV: bere molto, evitare di uscire nelle ore calde, colori chiari e vesti ampie... il trucco è: state a casa a leggere e rileggere ABeCevario! Fresco, frizzante e abbondante!
Il caldo ci dà al marketing....

Le gocce di frescura questa volta sono:

- Iseo! di Paolo Posocco
- Message in a bottle ... of water di Marco Perici
- Stefano Ferello
- Remember di Fiorenza Valentini
- Rileggetevi la Costituzione di Fiorenza Valentini


Buona lettura

Per raggiungerci: www.abecevario.it
Per scriverci: abecevario@gmail.com


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Iseo!



di Paolo Posocco
(nella foto il palazzetto dello sport 1969)



Mercoledì 18 giugno sono andato a vedere la riedizione della partita GB Pedrini vs Cannella San Donà, di cui Steve nel numero precedente vi ha suggestivamente raccontato. È stata una serata simpatica, c’erano tutti! Alla fine sono state date delle targhe ai vari protagonisti di quell'epoca. Il più applaudito, anzi acclamato e festeggiato, è stato un uomo dalle mani dure e forti, dall’andatura inconfondibile, dalla voce forte e dai modi rudi ma gentili: ISEO (n.d.r. Marcon). Per percorrere la dozzina di metri che lo separavano dal centro del campo ci ha messo un paio di minuti buoni perchè tutti i giocatori gli si sono stretti attorno per salutarlo, stringergli la forte e dura mano, dargli un abbraccio e dirgli parole buone. Una dimostrazione di affetto incondizionato perchè è ISEO! Per chi ha il privilegio di conoscerlo non occorrono altre parole e come me, quando lo incontrano, si sentono onorati nel poterlo salutare e sentir ricambiato il proprio saluto con affetto ed energia. Per chi non sa di chi sto parlando cercherò di tratteggiare i contorni di un Uomo di grande generosità. Un Uomo che ama lo sport ed i giovani, un Uomo pronto sempre ad aiutare se c’è da fare qualcosa di buono per le gente.

L’ho conosciuto nel 1979 giocando a basket in quanto era il custode del palazzetto, del campo d’atletica (La Virtus) e dei campi da tennis. Tutte strutture che manteneva perfettamente efficienti e pulite pressoché da solo... Era da provare a passare con le scarpe da calcio sulla pista da atletica, un onda sonica ti investiva: “ghe xe a pedana, quel can del duce!”, ma al palazzetto quando rimanevi per fare l’allenamento con i più grandi non ti faceva cambiare spogliatoio, lo puliva per te e lo puliva nuovamente per chi veniva dopo. Durante gli allenamenti e le partite di ogni squadra era sempre presente perché tutto fosse in ordine e “dare una mano”. Ma oltre a questa dedizione c’era il lato umano, la parola di conforto o uno sguardo benevolo quando facevi una cappella o dopo una sconfitta bruciante, per farti capire che il massimo impegno ed il rispetto dell’avversario erano la cosa più importante. Era questo suo lato di educatore che mi colpiva, guai ad essere maleducati o poco rispettosi verso chiunque e qualsiasi cosa, mai essere spocchiosi. Le prime volte che ti comportavi malamente con una delle sue onde soniche ti faceva capire l’errore, successivamente bastava la sua presenza ed infine avevi imparato ad essere più uomo!

Personaggio poliedrico, ISEO aveva anche il suo lato tecnico! Al tiro libero sbagliato con un sottile giro di parole ti faceva capire che la parabola era bassa: “Ghemo i soffitti alti, non sta ver paura ceo!”. Gridato anche a Renato Villalta giocatore storico del Basket europeo (campione d’Europa e vice campione olimpico, ecc.).

Alessandro Russello anni fa, in un articolo proprio sul nostro ISEO lo descrisse come un uomo che trattava il figlio del principe come il figlio dell’umile ed il figlio dell’umile come il figlio del principe perché per lui erano tutti ragazzi ai quali dare il suo aiuto e saggezza, semplicemente perfetto Alessandro.

Quel mercoledì sera nel vedere ISEO al centro del campo circondato da tutti i giocatori, ritirare il premio, girarsi verso il pubblico plaudente per gridare un semplice “grazie a tutti” ho avuto i brividi ed anche qualcosa di più: la dimostrazione lampante che la vera generosità, la genuina onestà, la sincerità, l’altruismo sono in un uomo la sua vera ricchezza. ISEO vive modestamente e non è uomo di potere ma la gente lo stima e lo ama e quando lo vede sente in sé qualcosa di buono e sorride.

Ora dopo qualche giorno ti rispondo:

“grazie a te ISEO”.



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Message in a bottle ... of water



di Marco Perici

Passo per la zona acqua dell'Ipermercato e ho la sensazione si sia ridotta rispetto al passato. Chissà forse abbiamo cominciato a capire che è inutile pagare molto di più per avere, nel migliore dei casi, la stessa qualità che abbiamo con l'acquedotto. E anche che ogni bottiglia consumata va poi gettata e anche quando riciclata è pur sempre un rifiuto che potevamo fare a meno di produrre.
Inoltre spesso ci piace di più l'acqua che viene dai ghiacciai artici, dalle valli scozzesi o anche solo dal centro Italia e quindi alimentiamo anche l'inquinamento dei camion che la trasportano. Intendiamoci, anche io sono convinto di sentire la differenza di gusto tra un'acqua e l'altra, e probabilmente c'è veramente, ma diciamoci la verità non sono poi così diverse tra loro e nemmeno da quella dell'acquedotto (ok, almeno quando non ci versano qualche quintale di cloro di troppo).
Il petrolio alle stelle, i rifiuti pure (e non solo a Napoli, il fatto che qui da noi non si vedano per le strade non significa che non ci siano), crisi dei mutui e degli stipendi.
Dirò una cosa banale, trita e ritrita, e che io stesso razzolo poco e male: le risorse della terra non sono infinite e dobbiamo cambiare. Tanto, ma in fondo anche poco.
Infatti se guardiamo bene non ci vuole poi così tanto: ho già scritto in passato che basta cambiare le lampadine con quelle che consumano meno e magari le teniamo un po' più spente, tenere una guida virtuosa (una volta si diceva "come se avessimo un uovo tra il piede destro e l'acceleratore) e magari fare qualche chilometro in meno (basta evitare di cercare a tutti i costi il parcheggio più vicino per minuti e minuti), spegnere qualche apparecchio in stand by ogni tanto, bere un po' di acqua del rubinetto (e comprare l'insalata dal vicino contadino, o al limite scegliere al supermercato quella che viene da più vicino).
In sostanza non pensiamo che solo qualche grosso cambiamento, fatto ovviamente "dagli altri", sia LA soluzione a tutti i problemi ambientali ed economici nostridellaregionedellanazionedelmondo, ma al contrario solo l'insieme di tanti piccoli cambiamenti servirà allo scopo, tante gocce che unite fanno il mare!

"Effetto serra, sfida quasi persa, così gli inventori ci salveranno" leggo oggi su la Repubblica.it, ma alcune soluzioni mi spaventano, ho paura che come nella canzone "Alla fiera dell'est" l'effetto domino risulti in breve tempo incontrollabile.
Certo così come è giusto che la tecnologia ci aiuti a non farci perdere alcune importati conquiste, così non dobbiamo approfittarne per aggirare o rimandare le "rinunce" (diciamoci la verità, poche in fondo) che ci vengono chieste.
Credo che tornerò ancora sull'argomento, un po' per me (l'ho detto che razzolo male, devo abituarmi all'idea anche io), un po' perché credo che solo parlandone e parlandone e parlandone e ancora parlandone tutti potremo prendere un po' di coscienza e chissà magari quando ci sarà un referendum del tipo "preferite spegnere le luci dell'ingresso o avere una centrale nucleare di troppo" sapremo cosa scegliere!
Ah, per inciso, credo che oggi come oggi anche una sola centrale nucleare in più di quelle che ci sono già sarebbe di troppo!


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di Stefano Ferello

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Remember



di Fiorenza Valentini
(a lato John Belushi in "The Blues Brothers" di John Landis)










Vi prego, non uccidetemi, vi prego, vi prego non uccidetemi.
Lo sapete che vi amo, Paolo, Marco e Steve, e anche voi lettori (pochi ma buoni).
Non vi volevo lasciare in sospeso, non è stata colpa mia!
Non vi ho tradito! Dico sul serio.
Ero rimasta senza benzina.
Avevo una gomma a terra.
Non avevo i soldi per prendere il pullman e venire a Castelfranco.
La tastiera si è inceppata.
Non mi avevano portato la batteria nuova per il computer.
C’era il funerale di mia zia novantaduenne!
Erano crollate alcune malte della casa!
C’è stato un terremoto in Cina!
Una tremenda inondazione a Myanmar!
… le cavallette!
Non è stata colpa mia, non sono riuscita a scrivere il pezzo per giugno, lo giuro sulla testa di Marco… per poco che possa valere.
Snif! snif!.



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Rileggetevi la Costituzione



di Fiorenza Valentini
(Immagine tratta da: Biblioteca Comunale “ Renato Fucini” – I ROM)

"Preghiera Islam, tensione a Treviso
Vigili interrompono riunione dei fedeli"

Tensione alle stelle a Treviso, dove i fedeli musulmani della comunità marocchina, sfidando il divieto del sindaco Giampaolo Gobbo, si sono riuniti nel parcheggio di San Liberale per la preghiera del venerdì, ribadendo la richiesta di avere una moschea in città. Ad attenderli un ingente schieramento di forza dell'ordine: subito dopo l'inizio della preghiera sono intervenuti i vigili urbani, che hanno interrotto i fedeli identificando i presenti.

(da: TGcom - Sab 14 Giugno 2008)

"Campi rom, individuate le aree"

Ma è l'Opera nomadi a bocciare senza appello il patto. «Bisogna assolutamente trovare una soluzione non militare, cacciare 10mila nomadi senza alternativa è disumano», dice il presidente, Massimo Converso chiedendo «l´intervento della protezione civile perché assista e tuteli gli abitanti dei campi abusivi che il prefetto vuole evacuare senza preoccuparsi di che fine faranno».

(da: La Repubblica - Sabato 14.06.2008)
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Premetto che non voglio essere “di parte”, né tantomeno difendere a spada tratta nomadi, musulmani, clandestini o altri “diversi” che vivono nel nostro Paese.
Criminali e delinquenti ne esistono su tutto il Pianeta, ma chi si reca quale ospite o profugo in un Paese straniero deve assolutamente rispettarne le leggi e le usanze, senza però essere costretto a rinunciare alla sua civiltà né alla sua religione.
Non meno preoccupante osservare che, da qualche anno, reati gravi e gravissimi sono stati compiuti in Italia anche da numerosi cittadini extracomunitari o clandestini. Ma ciò non significa che una certa etnia sia composta “solo” da delinquenti.
Dopo le brevi, recentissime citazioni sopra riportate e tratte da autorevoli fonti giornalistiche, dato che eventuali commenti personali di chi scrive non hanno praticamente alcun valore opinionistico (= Non Important Person), si invitano i lettori interessati (e non) a rileggersi alcuni importantissimi e fondamentali articoli della Costituzione, riportati di seguito.
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La Costituzione della Repubblica Italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6.
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 7.
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. ***(vedi nota in fondo)

Art. 8.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10.
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

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*** Qualcuno potrebbe chiedersi “Cosa c’entra in questo contesto?”. C’entra, eccome! Chi ha occhi e orecchie intenda.

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