15 aprile 2008

Pause



Ebbene ci siamo presi una piccola pausa, ma avevamo solo spinto il tasto “pause”, non “spegni”, ogni cammino ha le sue soste ed anche una passeggiata come vuol essere il nostro blogiornale ha i suoi intervalli. Ora torniamo a disturbarvi con le nostre riflessioni, i nostri pensieri più abeceVARI che mai. Sperando di esservi un po' mancati vi auguriamo una buona lettura con:




- AAA Cercasi Giornalismo di Paolo Posocco
- Qualcuno da odiare di Marco Perici
- Quer pasticciaccio brutto de Via Romanina di Stefano Ferello
- PD – Pranzetto Delizioso di Fiorenza Valentini
- Un sassolino di Camillo Posocco
- Pane ed ecocombustibili di Oscar Novello
- Prima de parlar ... tasi di Fiore di Cactus


Buona lettura

Per raggiungerci: www.abecevario.it
Per scriverci: abecevario@gmail.com


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AAA Cercasi Giornalismo




di Paolo Posocco

(nell'immagine: L'Araldo © Helder Oliveira -NUVEM)


Perché, se gli incidenti sul lavoro sono costantemente diminuiti negli anni, solo ora si parla di morti sul lavoro? Nel 1964, dai dati INAIL sono stati 4.644 su 1.504.721 incidenti (lo 0,29%) i morti sul lavoro! E nel 2005 invece 1.265 su 911.342 (lo 0,14% contro 0,48 del 1952), nel 1964 erano ben 13 le morti bianche al giorno e contando anche i festivi. Non che 1000 persone siano poche ed è vero che si deve e si può fare ancora molto per diminuire il numero dei decessi e degli infortuni. Però mi ha dato un enorme fastidio come, solo ora, dopo decine di migliaia di vittime se ne scriva e se ne parli. Mi sento preso in giro! Non sono positivamente colpito dalla “coraggiosa” denuncia di questi mesi, ma disgustato dai decenni di silenzio! Dalla nostra dabbenaggine nel dare retta a questi strilloni, nel sentire che vogliono usare la nostra sensibilità e voglia di giustizia per confonderci. Sono deluso nel vedere che nessun giornalista prenda in mano due tabelle statistiche e dica: un momento ma che cavolo sta succedendo? Come deve sentirsi chi ha perso una persona cara nell’indifferenza e che solo ora vede che ci si interessa di questo dramma.

La stessa informazione smemorata ci è fornita per l’aumento dei prezzi e delle tariffe! Siamo seri, avete mai visto scendere i prezzi o l’importo delle bollette?

I salari? Un tempo un operaio manteneva una moglie e due figli, si comprava una utilitaria e magari due soldi li metteva via, il tutto con grandi sacrifici e con minori spese rispetto ad adesso, lo ammetto, ma attualmente un operaio con la sua paga può forse mantenere se stesso ma indebitandosi (anzi non sa nemmeno se manterrà il suo posto per più di qualche mese). Se questo non è calo del potere d’acquisto dei salari! Ed è un fatto che si protrae da decenni. Persino i privilegi della nostra kasta politica erano noti anzi notabili con un minimo di curiosità!

Attualmente sono altre le realtà dalle quali ci distraggono con “l’informazione” su fatti ed eventi vecchi di decenni (ricordiamoci che siamo all’84° posto al mondo per libertà di stampa). Un esempio? Gli inceneritori! La strada degli inceneritori è stata già percorsa dagli USA negli anni 80 e si è dimostrata fallimentare, anche vicino a New York nel New Jersey ne avevano costruiti diversi ma quando la Corte Suprema ha eliminato i finanziamenti statali, hanno dovuto chiudere in quanto gli impianti, se gestiti nel libero mercato creano un pesante passivo, al punto che nel 1993 il Wall Street Journal sconsigliava ai lettori di investire nelle società coinvolte negli inceneritori prevedendone un rovinoso fallimento economico (non solo ambientale quindi). Il perché è semplice: costano molto e producono poco, anzi sono in perdita, avendo un bilancio energetico in passivo per banali leggi della termodinamica e creano poca occupazione dopo la costruzione, dalla fine degli anni 90 New York ed il New Jersey hanno iniziato ad orientarsi verso la soluzione “Zero Waste” (rifiuti zero) ed oggi con la politica del sindaco Bloomberg, più attenta all’ambiente di quella di Giuliani, sono circa 40.000 le persone che lavorano nel riciclaggio, ogni giorno, senza inquinare e con profitto. Il consumistico Nord America ha decine di esempi di zone con milioni di abitanti come la San Francisco Bay area (7 milioni) o città con centinaia di migliaia di abitanti come Edmonton in Canada (900.000), che dagli anni 90 seguono questa strada del “Zero Waste” con risultati positivi dal punta di vista ambientale ed economico.

Ho accennato ad alcune situazioni iniziate ben più di quindici anni fa... Quando a Napoli si cominciava a parlare di emergenza rifiuti. Ed in questi mesi da noi cosa si vede come unica soluzione? Gli inceneritori! E non solo per la Campania dove è stata coltivata ad arte l’emergenza, ma per molte altre regioni. Una soluzione che è stata scartata da chi l’ha provata prima di noi... Chi ci dovrebbe informare dove era invece di darci notizia di tutto ciò? Il vero giornalismo non lo troviamo da Vespa o nei telegiornali altrimenti almeno un servizio SERIO su cosa accade negli altri paesi industrializzati si sarebbe potuto vedere al posto di quei glutei parlanti dei vari partiti che okkupano il 70 % dei TG di tutte le reti.

Ho solo sfiorato la realtà nel mondo per ciò che riguarda i rifiuti e si può capire quanto poco ci viene detto e quanto ci tengono “arretrati”! Non vi fa arrabbiare o stizzire o almeno dire “poffarbacco” tutto ciò?

Personalmente appoggio il V2day del 25/04/08 di Beppe Grillo, perchè voglio essere trattato da cittadino e non da suddito! Ora vi saluto che porto giù la plastica e l’umido!

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Qualcuno da odiare



di Marco Perici

Qualche tempo fa un comico a Zelig ha ironizzato sul fatto che una buona parte dei delitti efferati negli ultimi tempi riguarda persone che si conoscevano, spesso parenti. Da qui il consiglio: "meglio uscire con degli sconosciuti, sono più sicuri" ... un altro ha ricordato che fino a pochi decenni fa in Italia esisteva il delitto d'onore, cioè il marito che uccideva la moglie e l'amante colti in fragrante veniva punito con un paio d'anni di galera, se gli andava male.
Questo significa che i nostri compaesani sono pericolosi? o che l'Italia è un paese barbaro (o quantomeno lo è stato)? no, ma anche sì.
Certo è un dato di fatto che molti delitti di cui ci giunge notizia, almeno in prima battuta, vengono attribuiti allo straniero di turno, ma è anche vero che molti (tra cui alcuni dei più efferati) sono alla fine da attribuire ad italiani.
Resto dell'idea che avere giudizi equilibrati senza pregiudizi porta molto più vicino alla verità di qualsiasi estremismo, da qualunque parte esso sia. E soprattutto fa vivere meglio.
Non parlerò di numeri e percentuali, la matematica permette qualunque forma di volo pindarico riuscendo a dimostrare sempre tutto e il contrario di tutto, ma vi voglio spronare ad usare il buon senso.
Ripeto, non mi interessa fare numeri o stilare una lista, vorrei solo far pensare ... credo che qualunque conflitto, tra superpotenze o vicini di casa non fa differenza, potrebbe essere evitato se solo non si cercasse sempre e comunque qualcuno da odiare. Ma soprattutto non pensando di essere i migliori, quelli dalla parte del giusto, anche perché cosa è giusto? Esportare la "democrazia" con i bombardieri? chissà, forse sì!
Ripensandoci però ... ma si, crediamo fermamente di essere i migliori, i più intelligenti, quindi se lo siamo veramente dobbiamo prenderci carico della stupidità altrui facendo il primo passo e smantellando il muro che abbiamo costruito. E vedrete che piano piano anche l'altro muro crollerà.

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Quer pasticciaccio brutto de Via Romanina



di Stefano Ferello

Certe cose non si possono tacere, anche quando non hai voce.
E dirle in romanesco è una scelta quasi obbligata ...visto il nome della via!
Però, poi, si resta senza parole.
E non è la bellezza a lasciarti senza fiato.
È la crudeltà. È ciò che hai visto. E non ci credi. Non riesci a capire come possa essere vero.
Certamente qualcuno potrà cercare di spiegare.
Sicuramente si devono considerare tutte le variabili e le possibilità.
Non esiste un solo punto di vista.
Chi ha permesso una cosa del genere, evidentemente in quel momento era convinto di fare una cosa giusta, bella, opportuna.
O forse ha pensato fosse l’unica soluzione possibile.
Non saprei.
So solo che c’è sempre un perché le cose avvengono.
Non sempre fa piacere ammetterlo.
Spesso si preferisce dire che dipende dal caso.
Oppure che è questione di “necessità” e di “bisogni”.

In ogni caso ... non può essere un caso.
Anzi, dirò di più.
Proprio perché non può essere un caso, non si può e non si deve tacere.
Poi, dopo aver parlato, puoi solo sperare di essere stato ascoltato.
Non puoi fare più niente.
Se chi ha il coltello dalla parte del manico non ti ascolta... non ti resta che tacere. E soffrire. E assistere al trionfo dell’osceno, del cattivo gusto, della cattiveria, del male...
Sì, perché sotto sotto c’è l’eterna lotta tra bene e male.
Speri solo che commette tali nefandezze abbia una coscienza.
Ma è solo una speranza...destinata a morire.
Purtroppo chi ha il coltello in mano, preferisce farne un uso individuale ed egoistico.
Non capisce che tutto ciò si riverserà contro di sè.
Non subito. Non ora.
È convinto di aver trovato una soluzione valida, di guardar avanti.
E non ci pensa nemmeno a tornare sulle proprie decisioni.
C’è una differenza fondamentale tra “agire” e “fare”.
C’è una differenza fondamentale tra “persona” e “individuo”.
Se sei una persona agisci e ti può permettere di ripensarci.
Se sei un individuo fai e non ti permetti di ripensarci.
E non permetti a nessuno di farti riflettere su ciò che fai anche se è un pasticciaccio.
Ci vorrebbe umiltà.
Ma preferisci guardare avanti per non guardare te stesso.
“Chi non ha occhi che per se stesso prima o poi rimpiangerà di non aver visto più lontano.”

Ma di cosa sta parlando Stefano?
Non si capisce niente...

Infatti è un discorso in generale sull’orgoglio e il buon senso.
Il fatto particolare, lo trovate in Via Romanina, all’incrocio con Via Veronese. Per capirsi, è appena dietro la piazza.
Non potete non vederlo.
Poi rileggete... e ditemi se non si tratta di un “monumento” all’orgoglio smisurato e all’incapacità di vedere.
È un monumento al “fare” ed è la tomba dell’“agire”.
Eppure si vede... tutti lo vedono tranne chi ha il coltello per il manico.
Ora ho parlato. Non cambia nulla.
Non sto meglio. Anzi, sto molto peggio di prima.
Perché chi ha fatto il pasticciaccio non vi porrà rimedio.
Non c’è speranza che se ne renda conto.
Perché se avesse occhi, avrebbe già visto.
Chi ha cessato di far battere il suo cuore, non può accorgersi del cuore altrui.
Chi ha già ucciso se stesso, non ha remore ad uccidere chiunque si ponga sulla sua strada.
La vita è una questione d’amore ... non d’amor proprio.

Concludo dicendo che può essere che mi sbagli.
Forse sono io a non vedere che quello in Via Romanina non è un pasticciaccio.
Chi sono io per permettermi di giudicare cosa è brutto e cosa è bello?
Cosa è giusto e cosa e sbagliato? cosa è bianco e cosa è nero? cosa è amore e cosa è paura? cosa è bene e cosa è male?
Ma sì, forse avete ragione. Forse sono io che non so vedere il bello, l’evoluzione, il futuro.
Magari ho solo bisogno di qualcuno che mi aiuti a capire che sono io a sbagliare, a non avere cuore...
Ma sì... Magari io lo vedo come un pasticciaccio, ma è solo perché non so guardare avanti.
E poi diciamolo... in fondo che importa se c’è o non è un pasticciaccio in Via Romanina?
Quel che è stato è stato.
In effetti... c’è tanto da “fare”, non ci si può fermare a pensare su ogni cosa.
Ci si può dedicare un paio di minuti, non di più.
Non c’è tempo. E si va avanti.
In fondo, se c’è qualcosa in Via Romanina ... basta prendere un’altra strada.
Occhio non vede, cuore non duole...
Il percorso dell’individualismo, dell’insensibilità, dell’orgoglio, del “fare” trova sempre un’altra strada.
Ora sta a voi decidere se fare un giro e vedere di cosa sto parlando o se preferite starvene alla larga.

Anch’io potevo starmene alla larga e lasciare il cartello “lavori in corso” invece di scrivere.
Anch’io posso tirare dritto, non fermarmi.
Anch’io posso usare il coltello per uccidere e non per curare.
Anch’io posso stare zitto.
Ma ogni tanto bisogna decidere se essere persone o individui.
C’è sempre un bivio che prima o poi arriva.
Forse non sei ancora pronto, non è ancora il momento, ma non puoi sempre spostare le cose in avanti con la scusa di guardare avanti.
Prima o poi ci si trova davanti a “Via Romanina”.
E c’è una decisione da prendere.
La percorro o la evito?
Agisco o faccio?
È evidente che “quer pasticciaccio brutto” è opera di individui, non di persone.
Individui che hanno “fatto” perché erano e sono convinti di non aver tempo.
E invece il tempo per agire c’è sempre.
Ogni giorno puoi svegliarti e capire che “Oggi smetto di fare. È tempo di agire” .
Ogni giorno puoi agire e porre rimedio a ciò che hai fatto o stai facendo.
“Pensa da uomo di azione, agisci da uomo di pensiero”.
Insomma, ci vuole un po’ di testa e di coscienza e di umiltà.
Un individuo non “agisce”.
Una persona agisce, ma se è SOLA, fa molta fatica.
Io non posso fare nulla. Io non posso fare PIÙ nulla.
Ho parlato, anche se non ho più voce.
Solo insieme si può fare qualcosa.
Anzi, scusate: solo insieme si può AGIRE.

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PD – Pranzetto Delizioso



di Fiorenza Valentini

Come generare un nuovo “menu” politico

Alcuni volonterosi hanno avuto l’ispirazione di creare un grande ristorante, che possa accogliere qualsiasi genere di clientela, con una tale varietà di piatti che sia in grado di accontentare tutti e di non scontentare nessuno, utilizzando i locali che erano precedentemente gestiti da un altro gruppo che non ha avuto né successo né seguito.
Sarebbe utile innanzitutto licenziare tutti i cuochi, gli chef e il maître del ristorante “Al buon governo”, avendo cura di cambiare anche il nome del locale, considerando che dopo meno di due anni di gestione, del ricco e vario menu promesso agli inizi dell’attività, i gestori erano in grado di offrire solo panini con la mortadella.
Quindi scegliere accuratamente personale che abbia competenza in diverse preparazioni, ma combinate in modo da accontentare un po’ tutta la clientela.
È importante che sia garantita l’assoluta autonomia nella gestione del nuovo ristorante, gratificando nel contempo con qualche ‘salsa alla leccatina’ la temibile concorrenza dell’antico e notoriamente frequentato locale “Ecclesiam”, specializzato in preparazioni mistiche, che imperversa in maniera tentacolare da una enclave situata in territorio italiano, a sua volta enclavata nella città di Roma. Inoltre, anziché rinnovarsi, sta mettendo in atto una progressiva regressione che lo potrebbe configurare in una nuova identità di tipo medievale.
Introdurre nelle preparazioni verdure provenienti dalla tanto contestata - anche se legalmente riconosciuta - azienda ‘A-B-orto’, ma non menzionarle eplicitamente, in quanto numerosi già clienti dell’“Ecclesiam” eviterebbero accuratamente di frequentare il nuovo locale.
Contrastare e demolire soprattutto le offerte e proposte dell’altro decennale concorrente, il ristorante “da Silvio”, che ha la sede principale a Milano e sta cercando di riaprire quella di Roma, già fallita nella precedente gestione. Recentemente il proprietario ha licenziato alcuni cuochi accusandoli di avergli rovinato i piatti, e ora sta proponendo le stesse identiche pietanze con le medesime salse, servendosi però di uno staff definito ‘rinnovato’ (inteso come denominazione e insegne, i dipendenti sono alcuni di quelli rientrati dalla precedente gestione).
Cercare di non introdurre secondi piatti composti esclusivamente da carni rosse, oppure renderli anonimi e privarli di storiche etichette d’origine, poiché potrebbero insospettire la gran parte dei clienti cosiddetti “indecisi”.
Ricordare che alla fine è il mucchio degli indecisi che stabilirà, con le sue preferenze, chi si piazzerà comodamente nelle poltrone dei due notissimi ristoranti romani, “La Chambre” e “Senatus Populus”.
Comporre e stampare un menu ricco, colorato e allettante, infarcito da golosi slogan pubblicitari. Non importa se le immagini non corrisponderanno alle preparazioni che i commensali si ritroveranno nel piatto, tanto più che non è prevista la clausola ‘Soddisfatti o rimborsati’.
Utilizzare per il menu nomi promettenti, per esempio ‘farfalle volanti del lavoratore’, ‘cavolo di stipendio’, ‘menu magro per pensionati’, magari inserendo una opzione particolare: ‘Si offrono gratuitamente gli avanzi rimasti a famiglie in difficoltà’. Un’offerta che potrebbe ottenere la fiducia di migliaia di probabili clienti che si trovano in condizioni economiche disastrose.
Proporre notevoli sconti e poltroncine privilegiate alla classe dirigente e, in misura assai ridotta, sconti e promozioni a clienti della classe operaia, facendo in modo di far rientrare questi ultimi aumentando i prezzi delle bevande oppure servendo porzioni dimezzate.
Distribuire e spedire milioni di depliant e simil-schede da utilizzare per le prenotazioni, rivolgendosi ai cittadini come se si trattasse di amici personali, come fatto fin dai tempi della vecchia, gloriosa trattoria “Alla Repubblica”.
Si può fare? Funzionerà? BOH!

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Un sassolino



di Camillo Posocco

Stanco di una tristezza strana, forse per gli eccessivi rumori, suoni, ed altri ritrovati della modernità, che impegnano con sgarbo i miei sensi e condizionano la mia mente. Nulla guida la mia mente verso pensieri sereni e di tiepida allegria, mi sento vuoto.

Cammino, senza decidere dove andare, ma sento che il mio cammino è guidato lontano dall’abitare verso luogo di calma e silenzio.

Un sentiero mi attira e mi lascio attrarre da una forza non mia ma invisibile come la gravità terrestre, e nel su andare, il frastuono diluisce in un silenzio agreste.

Dietro un breve colle, il sentiero sale e in questo salire mi lascio guidare verso una prossima altura che mi nasconde il dopo.

Un piccolo pizzicorino turba l’alluce del piede destro, mi fermo e mi siedo su un piccolo rialzo che il poi declina verso il basso.

Mi tolgo la scarpa destra ed il calzino del piede turbato, cercai la causa e trovai un angoloso sassolino. Lo guardai e dissi: così piccolo e dai tanto fastidio. Alzai il braccio per gettarlo lontano al lato sinistro della mia posizione; mi fermai con il braccio sospeso; forse per il pizzicorio o per la stanchezza non mi ero accorto che lì sulla mia sinistra , si stendeva una piccola valle a balze e rialzi che declinava verso una radura tra cespugli, alberi ed erbe incolte, dove un ruscello scorreva verso la pianura.

Trattenendo il sassolino, abbassai il braccio e mi lasciai assorbire da tanta bellezza. Il mio udito che si era rifiutato udire il progresso, si riconciliò con il tutto e si destò ad altre frequenze e, il silenzio, si riempì di canti e di richiami di uccelli diversi e si unì a fruscii di fronde di foglie accarezzate dalla brezza boschiva e dal sommesso gorgoglio del ruscello, il tutto accompagnato da odori e profumi assai diversi di quelli prodotti dalla civiltà moderna.

Nell’estasi di tanta bellezza, ai più oramai ignota e ancor peggio non capita, udii il gorgoglio del ruscello che sembrava dirmi: vieni a dissetarti, la mia acqua è fresca e pura. Mi appoggiai ad un rimbalzo del colle alle mie spalle e respirando con sete di purezza, spalancai gli occhi per ammirar al completo tanta bellezza.

Alzando lo sguardo verso il cielo, vidi uccelli di varie grandezze che volavano silenziosi e scivolavano con vibrazioni d’ala nello spazio a lor piacimento. Li osservai un poco poi chiusi gli occhi e volai e planai con loro lieto e felice.

Poi puntai in alto mentalmente verso l’azzurro e da lassù guardai il mondo e silenziosamente piansi.

Piansi nel constatare che tanta bellezza e dono, è trattata con ineducazione e disinteresse dall’uomo che con la sua presunzione si classifica civile.

Ma ecco che la mia tristezza per l’agire “umano”, si aggiunge un rumore che aumenta e diventa assordante, apro gli occhi e scorgo, in alto, un aereo di linea che transitava mentre con il suo rumore o risuono di motori, degradava ciò che nel silenzio era stupendo.

In tal frastuono la mia mente si fece partecipe, con visione mentale, della mia città. Rividi e risentii il traffico e i rumori accompagnati da nauseanti odori moderni.

L’aereo si allontanò portandosi appresso il suo frastuono e il silenzio mi riassorbì e, contento di essere ancora in luogo a godere di tanta serenità, guardai il sassolino che tenevo ancora tra le dita e nel ringraziarlo lo misi nel portafoglio, in una bustina trasparente nella quale, da molto, tengo una immagine di san Francesco d’Assisi.

Guardai bene quanto mi circondava, lo impressi nella mia mente e richiusi gli occhi, ripresi il volo con gli uccelli senza pensare alle violenze dell’umanità.

Mi trovai in un luogo senza tempo in uno spazio senza fine dove si intuiva l’eternità dell’anima.

Vagare per luoghi indefinibili dove il mio io, trova motivo in ogni cosa.

Poi in un sussurro, udii l’alito di un pensiero che mi confidava: “ti basta quanto or sai, ritorna, ritorna al tuo tempo e ignora ciò che lì accade".

Tutto questo, grazie ad un sassolino indesiderato che ogni qual volta lo guarderò, chiuderò gli occhi e spiccherò il volo verso la mia valle per inoltrarmi negli spazi senza tempo e senza fine.

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Pane ed ecocombustibili




di Oscar Novello

Negli ultimi mesi abbiamo tutti potuto notare come il prezzo del pane e della pasta sia salito in modo considerevole. Ne hanno parlato i giornali; abbiamo visto i servizi in televisione con interviste a consumatori un po’ arrabbiati, e con panettieri che si giustificano che tale aumento non dipendeva da loro, e così via.
Come al solito la “notizia” ci descrive cosa è successo ma non il perché è successo.
Secondo un rapporto della United Nations Food and Agricolture Organization, il prezzo della farina è aumentato più dell’80% in un anno, mentre quello del mais è salito di un 25%. Come al solito, questi aumenti vengono a pesare in maniera sproporzionata sui Paesi del Terzo Mondo. La F.A.O. stima che il conto finale per l’importazione di cereali aumenterà di un terzo (e sarebbe già il secondo anno consecutivo) nei Paesi che necessitano di aiuti in derrate alimentari. I prezzi sono talmente saliti che la World Food Program, che quest’anno pensava di poter sfamare con aiuti alimentari circa 73 milioni di persone, ha dichiarato che si trova costretta a ridurre o le razioni di cibo o il numero di persone da aiutare.
La causa principale di questi aumenti sproporzionati di prezzo delle derrate alimentari è legata ai combustibili biologici (ecocombustibili).
La domanda di cereali a livello mondiale dovrebbe aumentare quest’anno di 22 milioni di tonnellate, di cui 16 saranno usati per produrre combustibili negli Stati Uniti e i rimanenti 6 per soddisfare la continua crescita di bisogni alimentari a livello mondiale.
In altre parole, l’appetito di combustibili per autotrazione sembra essere insaziabile. Il grano necessario per un pieno di ecocombutibile di un SUV potrebbe sfamare una persona per un anno intero. Con un pieno ogni due settimane e per un anno si darebbe da mangiare a 26 persone per lo stesso arco temporale.
Non so voi, ma personalmente lo ritengo “umanamente” immorale. Il costo in vite umane legato a questa corsa (e dietro ci sono molte multinazionali che lo fanno in nome di un profitto e non certo da ispirazioni di tipo ambientalista) di conversione di cibo in energia è troppo evidente.
Il problema non riguarda poi i soli cereali. La produzione di ecocombustibili sta sottraendo grano destinato agli allevamenti di bestiame e pollame (paesi come il Giappone, l’Egitto e il Messico stanno già risentendo in questo della riduzione dell’esportazione statunitense di grano, che rappresenta il 70% del totale a livello mondiale). Quindi per assurdo la quantità di cibo disponibile per la prima volta da quando esiste l’uomo sta diminuendo anziché aumentare (con una popolazione globale in crescita costante).
Quindi nell’aumento del prezzo del pane, che penso abbia pesato poco o quasi poco per la maggior parte di noi “fortunati”, ci sta dietro questa nuova competizione tra 800 milioni di proprietari di autoveicoli che vogliono mantenere inalterata la loro voglia di muoversi e 2 miliardi di persone in stato di povertà che vogliono semplicemente sopravvivere.

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Prima de parlar ... tasi



di Fiore di Cactus
(Prima di parlare … taci)

Così dicevano i nostri nonni.
Un caro amico mi ha raccontato una storiella divertente, leggetela e fatene tesoro, poi deciderete voi cosa ne pensate.

Una ragazza stava aspettando il suo volo nella sala d'attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare a lungo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale.

Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, sorprendentemente anche l'uomo ne prese uno.
Lei si sentì indignata, ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra sé e sé pensò "ma tu guarda! se solo avessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno...".

E continuò così ogni volta che prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare il minimo cenno ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase che un solo biscotto e la donna pensò "ah, adesso voglio proprio vedere cosa farà quando saranno finiti tutti!"
Vide l'uomo prendere l'ultimo biscotto e dividerlo a metà, ne mangiò mezzo e lasciò l’altra metà nella scatola.
"Ah, questo è troppo!" pensò, cominciò a sbuffare ed indignata prese le sue cose, il libro, la borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.

Quando si sentì un po' meglio e la rabbia fu passata, si sedette su una sedia lungo il corridoio, per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per introdurvelo quando ..., guardando dentro, vide all'interno che il suo pacchetto di biscotti era lì, ancora tutto intero.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei, che però aveva diviso i suoi biscotti senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, contrariamente a lei che aveva sbuffato e addirittura si era sentita ferita nell'orgoglio.

(E ora beccatevi) LA MORALE
Quante volte nella nostra vita avremo mangiato o mangeremo i biscotti di un altro senza saperlo?
Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone,
GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!
Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO:
– Una pietra dopo averla lanciata;
– Una parola dopo averla detta;
– Un'opportunità dopo averla persa;
– Il tempo che è passato;
– L'amore per chi non lotta.

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